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Benvenuti nel mio “BLOG”.  Mi chiamo Maria e insegno matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado “F. Montanari” di Mirandola in provincia di Modena.  Ho scelto di mettere tra virgolette  la parola “BLOG” perché non sono molto esperta della rete e non so se il lavoro che ho in mente di proporre ai miei lettori rientra nelle caratteristiche di BLOG, comunque vada lo dedico a tutti coloro che sono stati o sono ancora, con la loro amicizia, di stimolo per la mia crescita personale e professionale.

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Questa è la mia casa, se vuoi suonare il campanello, lasciare un messaggio, una cartolina, non esitare a farlo!

IN VISITA AL MUSE DI TRENTO

Bene, dopo varie vicissitudini, rieccomi!!! Il 27 Luglio sono stata alla tanto (almeno in Trentino) attesa inaugurazione del MUSE, il museo della scienza di Trento. Alla base del MUSE troviamo il concetto dello “spazio vuoto”, infatti  Michele Lanzinger, direttore della struttura chiarisce “Nel nostro museo non esistono contenitori e tutto ciò che è esposto sembra fluttuare in una dimensione a gravità zero. I visitatori sono invitati a vivere un’esperienza diretta e emozionante”.  In questo articolo non intendo fare una descrizione dettagliata perché credo che i musei siano fatti per essere visti e non raccontati.

All’ingresso incontro decine di animali, pipistrelli, stambecchi, asini, cinghiali, pecore, lupi, orsi appesi nello “spazio vuoto”. Un po’ di effetto scenico certamente lo fanno!

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Il viaggio inizia dalla comparsa delle prime molecole all’evoluzione di dinosauri e mammiferi. E’ possibile visitare la galleria del DNA; bella l’idea dell’Albero della vita, una proiezione dinamica lunga circa dieci metri, che spiega le connessioni tra specie simili. Nella galleria Hands-on, a portata di mano, una ventina di postazioni interattive cercano di avvicinare il visitatore alla scoperta di alcuni principi scientifici; riprodurre un suono con la mano, ascoltare la musica con i denti, comprendere la natura della luce e tastare le illusioni ottiche, utilizzare il computer solo con gli occhi e tanto altro. All’interno del museo è stata riprodotta la serra tropicale Udzungwa….. bella accoglienza il caldo e umido dei tropici, cascate e una rigogliosa foresta. Nei piani successivi ci si imbatte nella Vita sulle Alpi, nella loro unicità, nella simulazione di eventi catastrofici frane, vulcani, alluvioni, terremoti. Interessante lo spazio espositivo interattivo in cui sperimentare come funzionano, in caso di intense precipitazioni, le briglie costruite lungo i torrenti alpini a difesa dei centri abitati e osservare cosa accadrebbe qualora non ci fossero. Ultimo piano la magnifica terrazza dalla quale si gode la visita su Trento e le splendide montagne. Per una descrizione più dettagliata

Personalmente ho trovato il MUSE ben progettato, ricco di postazioni interattive, di immagini, di percorsi accattivanti e con il suo percorso permette di riflettere su vari argomenti, sostenibilità, inquinamento, nuove fonti energetiche, fonti rinnovabili, rischi idrogeologici, prevenzione sismica.

Attendo di conoscere le proposte didattiche per l’a.s. 2013/2014!

GIORNATA DELLA TERRA 22 APRILE 2013

La Giornata della terra  è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra la salvaguardia del nostro Pianeta. Le nazioni Unite ricordano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che cerca di coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi.

Puoi trovare informazioni su come la Giornata della terra sarà festeggiata in Italia al link: http://www.decrescita.com/news/?page_id=4448

Se vuoi esercitarti per diventare un bravo riciclone: http://www.focus.it/ambiente/natura/La_casa_dei_ricicloni_scopri_i_segreti_della_raccolta_differenziata_25689_6598_C11.aspx

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Un esempio di serendipità – #ltis13

Quante volte a scuola, tra i miei alunni ho avuto esempi di serendipità, più avanti cercherò di raccontarne qualcuno. Adesso mi limito a connettere il mestiere dell’insegnante con quello dello scienziato, che fa ricerca scientifica e che talvolta arriva per caso a scoperte di fondamentale importanza per l’evoluzione della conoscenza. La serendipità deve dunque essere letta attraverso tutti i dati che ci fornisce e aspetta solo a noi saperli leggere e interpretare.

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Isaac Newton e serendipità…..

Come seguire le fonti in internet – #ltis13

Per seguire le pagine web che più mi interessano ho iniziato ad usare, alcuni anni fa l’aggregatore poiché si risparmia davvero molto tempo, Con questo strumento non è necessario passare in rassegna i singoli siti ma con l’aggiornamento dei feed è possibile ottenere il risultato cercato velocemente. E’ uno strumento estremamente utile per le  community di utenti perché porta visibilità al lavoro di ciascuno di essi. Ho usato Google Reader, ma avvisata su come stanno le cose, ovvero che sarà disattivato dal 01 Luglio 2013, è una fortuna per me aver scoperto al corso RSSOwl.

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per scaricare RSSOWL: http://www.rssowl.org/.

Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13

Il sistema operativo che uso più facilmente è Windows 7, ma non c’è una ragione particolare, semplicemente mi è stato installato e io da “analfabeta” di sistemi operativi mi sono adattata. Però mi piacerebbe sapere quali sono in vantaggi e svantaggi di usarne altri. Per quello che riguarda i software credo che qualsiasi tipo, se è ben impostato, può avere fini  didattici. Ovviamente ci devono essere delle accortezze d’uso, in modo che possano essere utilizzati anche dagli alunni senza creare problemi collegati all’interfaccia di utilizzo. Non è possibile affermare che esista un software didattico migliore di un altro poiché  l’insegnante deve scegliere il software migliore fra quelli che conosce a seconda delle attività che vuole proporre agli studenti e in base ai prerequisiti degli alunni stessi. In classe utilizzo software open source perché facilmente fruibili dagli studenti anche a casa quali Geogebra, Audacity, Vue, Hotpotatoes, Cmap, sto imparando l’uso di cloud computing quali Prezi, Popplet. Trovando i cloud molto pratici e di facile utilizzo, rimango curiosa di sapere se ci sono altri cloud adatti alla didattica.

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Insegnare imparando ad apprendere

L’apertura del mio blog è successiva al corso che sto frequentando “Laboratorio di tecnologie internet per la scuola” presso la Italian University Line.  Mi  ritrovo in questo villaggio, su suggerimento di una collega, che mi ha detto “ma dai iscriviti così lavoriamo insieme”. Credo che i cambiamenti che si sono verificati a livello di istruzione e di società abbiano portato per gli insegnanti la necessità di acquisire nuove competenze.  Non basta infatti solo un titolo specifico, ma la formazione deve continuare per tutto l’arco della vita e la professione insegnante è mobile, non limitata solo a livello locale o nazionale ma deve avere continui confronti con gli altri stati membri dell’Unione. Oggi mi viene chiesto di adottare impostazioni dell’apprendimento più costruttive e collaborative e di sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, in modo da attivare apprendimenti significativi. Convinta che non posso incoraggiare e insegnare ai miei studenti “la capacità di mettersi in gioco” se per prima non lo faccio io e colpita dall’offerta di cMOOC per più di quattrocento persone, un po’ perplessa e un po’ curiosa sono qua.

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13